Faq

Le domande principali

 

01. L'arresto cardiaco

Cos’è l’arresto cardiaco o morte cardiaca improvvisa?

Si definisce arresto cardiaco l’improvvisa cessazione delle funzioni di pompa del cuore. Questa condizione determina il blocco della circolazione sanguigna ai vari distretti corporei in particolare al cervello, estremamente sensibile alle variazioni di concentrazioni di ossigeno nel sangue. La mancanza di ossigeno nel sangue (ipossia) determina in pochi secondi la perdita di coscienza del soggetto. Già dopo 4 minuti in cui il cervello si trova in condizione di ipossia, iniziano a verificarsi danni cerebrali la cui gravità è direttamente proporzionale al tempo trascorso. Dopo 10 minuti le lesioni sviluppate assumono un grado di severità tale da compromettere le funzioni vitali celebrali.

L’arresto cardiaco e l’infarto sono la stessa cosa?

No. Per attacco cardiaco (infarto) si intende la morte del tessuto cardiaco per via della mancanza totale o parziale di sangue. Questa condizione acuta è legata ad un grave deficit di flusso sanguigno provocato da una occlusione improvvisa o una stenosi delle arterie che portano il sangue al cuore. Contrariamente all’attacco cardiaco, l’arresto cardiaco improvviso in genere è provocato da un problema elettrico al cuore.

Chi può soffrire di arresto cardiaco?

Chiunque, in un qualsiasi momento: bambini, adolescenti, atleti, anziani. Anche se il rischio di un arresto cardiaco improvviso aumenta con l’età e in associazione a problemi cardiaci pregressi, una percentuale significativa delle persone colpite non ha fattori di rischio noti.

Qual è il trattamento raccomandato per l’arresto cardiaco?

La defibrillazione tempestiva è l’unico trattamento di efficacia accertata.

Entro quanto tempo si deve intervenire?

Si hanno solo pochi minuti per poter produttivamente intervenire. Se si interviene entro 5 minuti dall’evento le possibilità di sopravvivenza sono elevate e l’incidenza di danni secondari è molto bassa. Un intervento prestato tra i 5 e i 10 minuti , comporta un aumento significativo nella probabilità di incorrere in danni celebrali permanenti di severa entità. Se si superano i 10 minuti le probabilità di sopravvivenza si riducono drammaticamente.

 

02. L'apparecchio

Cos’è un DAE?

L’acronimo DAE indica “Defibrillatore Semiautomatico Esterno”. Un Defibrillatore Semiautomatico Esterno DAE viene impiegato per somministrare una scarica elettrica ad una persona colpita da arresto cardiaco.Come funziona un Defibrillatore Semiautomatico Esterno DAE?
Sul torace del paziente vengono posizionati due elettrodi. Un computer all’interno del dispositivo analizza il ritmo cardiaco con un elettrocardiogramma. Se lo strumento accerta una fibrillazione ventricolare autorizza il soccorritore ad erogare la scarica. Comandi vocali guidano l’utilizzatore attraverso l’intera procedura di intervento.

Un Defibrillatore Semiautomatico Esterno DAE è complicato da utilizzare?

Questi apparecchi si presentano con una struttura leggera e maneggevole, ma al contempo robusta. Sono di facile impiego, in grado di supportare prontamente i soccorritori nel momento di somministrazione della scarica salvavita sul luogo in cui si è verificato l’evento. I defibrillatori sono definiti semiautomatici perchè guidano l’utilizzatore con semplici comandi vocali. E’ un apparecchio molto semplice che può essere utilizzato da chiunque abbia seguito BLS-D e sia stato abilitato al suo utilizzo.

E’ possible commettere degli errori utilizzando un Defibrillatore Semiautomatico Esterno DAE?

L’apparecchio dispone di tecnologia sofisticata per l’analisi del battito cardiaco, così che non possa essere erogata una scarica se il quadro clinico non lo richieda. In più i comandi vocali e i segnali visivi (pulsanti lampeggianti) guidano l’operatore passo dopo passo nell’intervento.

Potrei subire conseguenze legali utilizzando il defibrillatore semiautomatico esterno?

La Legge 3 aprile 2001, n. 120 (collegamento ipertestuale) sull’ ”Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2001 sancisce che “È consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.” Inoltre, l’art. 54 del codice penale recita: “Non è punibile chi ha commesso il fatto (esercizio arbitrario della professione medica, nella specie) per esservi stato costretto dalla necessita di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile”. Quindi non si può commettere errore.

 

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